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Presentazione del libro "Messalina. Romanzo dell’antica Roma" di Alfred Jarry

 

 

 

 

 

 

 

 

È proprio la Messalina proverbiale - stanca per i ripetuti amplessi ma non sazia - la protagonista del romanzo del 1900 di Alfred Jarry. Nella predilezione dell'epoca per una letteratura neoantica - si pensi al coevo Quo vadis! - questo testo erudito e beffardo risulta vistosamente eccentrico. Né ricostruzione puntigliosa né pastiche, la Messalina di Jarry è una ricerca dell'Assoluto e la sessualità sembra essere la via più promettente: dai quotidiani esercizi della donna in un lupanare del suburbio (sesso ripetitivo, anonimo, plebeo) fino all'inseguimento di un Priapo elusivo dentro le scenografie misteriche dei Giardini di Lucullo, o nel corpo slogato e promiscuo di un istrione, o nel fallo corazzato e omicida di un Etiope o, infine, nei lombi patrizi e vigorosi dell'uomo più bello di Roma. La straziantissima scena finale dell'esecuzione di Messalina, per mano di un soldato brutale che sguaina la spada fatale con la voluttà lenta di uno strip-tease, rivela finalmente la meta segreta (ma non tanto) della donna imperiale: la coppia irresistibile e calamitosa dell'Amore e della Morte.
Accanto a Messalina c'è, un po' in disparte, Claudio, l'imperatore-scrittore, balbuziente, gonfio di saperi mantici e brame veneree, ondivago, tracotante e pusillanime, crudele e distratto, un imbecille geniale per un autoritratto fantasioso dell'Autore.

Giuseppe Merlino

 

Jarry Alfred (Laval 1873 - Parigi 1907), scrittore e autore drammatico francese

Romanziere, saggista, è noto soprattutto come il creatore della maschera grottesca del `padre Ubu' nell' Ubu re ; alla sua visionarietà sovvertitrice e incandescente si ispirò Antonin Artaud, che nel 1926 fondò il Teatro Alfred Jarry. Della propria vita di letterato, consumatore di assenzio, appassionato di sport e fondamentale misogino creò un mito, disegnandosi a caratteri semplificati e caricaturali. Di famiglia cattolica, formatosi tra le suggestioni di Bergson e quelle del simbolismo di Mallarmé e Rimbaud, J. condivide con gli amici del gruppo `Mercure de France' l'estetismo decadentista e lo stile aulico simbolista, ma se ne distingue per un vivo spirito comico che coglie la realtà attraverso una cifra caricaturale estrema, mista di humour irridente e paradossale e di logica bruciante e cavillosa. La visionarietà di J. si nutre da un lato di un bagaglio sacrilego e blasfemo di simboli magico-poetici, in parte provenienti dalla tradizione cattolica, in parte sviluppati attraverso una vasta erudizione decadentista, di cui è debitore all'amico Remy de Gourmont; dall'altra di un rigore astratto, quasi cubista, che seziona la realtà in composizioni rigide di gesti e parole astratte, che rivelano tutta la loro artificiosa assurdità. Costruita come una marionetta mostruosa è la figura dell'Ubu re, che J. introdusse già nel suo primo dramma, Cesare Anticristo (César-Antéchrist, 1895), e sviluppò nel suo capolavoro Ubu re (Ubu roi, 1896), per poi riprenderlo e moltiplicarlo nelle successive scritture a lui dedicate: Ubu Cocu , Ubu incatenato (Ubu enchaîné), Ubu sulla collina (Ubu sur la butte), Almanacco del padre Ubu (Almanach du père Ubu). Ubu è un personaggio abnorme, che rivela in una dimensione grottesca e surreale la sconcertante nudità del meccanismo dittatoriale e totalitario, in cui la dimensione eroica e persino quella oscura del principe machiavellico scompaiono, per svelare tutta la vacuità infantile e feroce della violenza dei rapporti di potere. L'angosciosa solitudine, la feroce materialità, l'imponderabile assurdità della vita umana trovano risposta in J. in una visione insieme anarchica e solipsistica, di cui la ? patafisica o «scienza delle soluzioni immaginarie» costituisce l'elaborazione teorica. Esposta dapprima nell'articolo Être et vivre (1894), poi in Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico (Gestes et opinions du docteur Faustroll, pataphysicien), attraverso una scrittura plastica, carnale, concreta, la `visione divergente' della patafisica rivela la dualità assurda del mondo, in cui i contrari convivono in un caleidoscopio di azioni rituali, svuotate di ogni riferimento a un Senso ulteriore. Intessuti di riferimenti autobiografici, composti in una tessitura linguistica che intreccia gergo, latinismi, specialismi, illuminati da accensioni metaforiche e surreali, incisi nel profilo netto del disegno satirico, i numerosi altri scritti di Jarry - da I minuti di sabbia. Memoriale (Les minutes de sable. Mémorial, 1894) ai romanzi L'amore assoluto (L'amour absolu, 1899), Messalina (Messaline, 1901) e Il supermaschio (Le surmâle, 1902), agli scritti giornalistici Speculations e Gestes - rivelano una fondamentale teatralità di visione, nutrita di fisicità, simbolo e gusto divertito della dissezione e del montaggio.