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È proprio la Messalina proverbiale - stanca per i ripetuti amplessi ma non sazia - la protagonista del romanzo del 1900 di Alfred Jarry. Nella predilezione dell'epoca per una letteratura neoantica - si pensi al coevo Quo vadis! - questo testo erudito e beffardo risulta vistosamente eccentrico.
Accanto a Messalina c'è, un po' in disparte, Claudio, l'imperatore-scrittore, balbuziente, gonfio di saperi mantici e brame veneree, ondivago, tracotante e pusillanime, crudele e distratto, un imbecille geniale per un autoritratto fantasioso dell'Autore.
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