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L'Istituto Centrale per il Restauro e l'ENEA hanno portato a termine un innovativo progetto di ricerca che, mediante un approccio interdisciplinare ed impiegando gli strumenti già messi a punto nel caso della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale, ha consentito di individuare i maggiori fattori di rischio chimico, biologico e fisico che entrano in gioco nella conservazione dei siti archeologici. La ricerca ha inoltre consentito di definire i criteri da seguire nel corso della progettazione di queste strutture, alle quali in molti casi è affidata la salvaguardia dei siti archeologici. Nel corso della ricerca sono state progettate coperture protettive innovative per la Villa di Arianna di Castellammare di Stabia e per il sito di Punta D'Alaca a Vivara. Quale esempio dimostrativo è stata realizzata la copertura nella Villa di Arianna.
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Le coperture delle aree archeologiche Gangemi pp. 336 - 20 €
ISBN 9788849209402 anno di pubblicazione 2006
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Promobook
In questa rubrica presentiamo sia novità editoriali sia libri che, a nostro parere, non dovrebbero mancare nella vostra libreria.
Le coperture delle aree archeologiche
Giappone: l’antica terra dei samurai proiettata nel futuro
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Diverso, intrigante e per molti aspetti esotico, il Giappone è un paese che raramente mette a disagio il viaggiatore. Lo standard dei servizi è generalmente elevato, e questo porta spesso i prezzi a livelli elevati, se non si ha la pazienza di cercare il buon affare che, data l’offerta, è quasi sempre dietro l’angolo, sia che si tratti di un albergo, sia di un luogo dove condividere con impiegati e studenti un pasto veloce. La vocazione turistica del Giappone viene da lontano. Quello giapponese è sempre stato un popolo in movimento: lo erano i daimyo costretti a risiedere sei mesi all’anno nella capitale shogunale, lo erano i samurai (in marcia con gli eserciti oppure nel vagabondare da ronin, samurai senza padrone), lo erano pescatori, commercianti, monaci e pellegrini. Per tutte queste categorie di persone, sulle maggiori strade di comunicazione fiorirono locande, stallaggi, templi, cimiteri, bordelli e case da tè. Nella lunga pace Tokugawa, il movimento delle persone fu anche scambio di esperienze e informazioni, intuizioni artistiche e innovazioni tecniche, spionaggio e una nuova libertà nella ricerca di piaceri e ricchezza. Con il passaggio all'età moderna, il viaggio è diventato perlopiù business: quello dei manager o dipendenti di aziende che si spostano frequentemente per lavoro e quello dei turisti che si spostano per piacere o cultura, ma il Giappone continua ad offrire a qualsiasi livello un'attenzione alla clientela e un rispetto delle regole che non possono che fare piacere. |
VECCHIA, Stefano Giappone: l’antica terra dei samurai proiettata nel futuro Polaris pp. 366 - 29 €
ISBN 9788860590206 anno di pubblicazione 2008 |
Doni agli dei. Il sistema dei doni votivi nei santuari
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Il Seminario di Studi, tenutosi presso l'Ateneo federiciano nell'aprile del 2006, affronta una problematica particolarmente complessa dell'Archeologia del sacro, legata all'analisi ed alla lettura dei sistemi di offerte nei santuari del mondo antico. Attraverso una serie di casi di studio, che toccano siti di particolare rilevanza in Sicilia e Magna Grecia, il volume propone un quadro molto articolato dei valori polisemici che l'offerta votiva assume in contesti differenti. Le variabili tempo/ambiente/cultura in questo quadro assumono ruoli decisivi per decodificare i significati delle offerte, contestualizzate nel sistema di riferimento cui afferiscono. |
GRECO, Giovanna/FERRARO, Bianca (a cura di) Doni agli dei. Il sistema dei doni votivi nei santuari Naus pp. 344 - 60 €
ISBN 9788874780112 anno di pubblicazione 2008 |
La prima rivoluzione europea. 970-1215
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L'Europa non è nata nel primo millennio dell'era cristiana, come di solito si crede, ma nel secondo. Gli europei, dal momento in cui si sono sentiti tali, hanno accarezzato l'idea di essere eredi delle civiltà classiche del mondo mediterraneo e pensato che la loro fosse il prodotto della fusione della cultura umanistica di Grecia e Roma, con le intuizioni spirituali e le forze morali della tradizione religiosa giudaico-cristiana. Quest'idea, come molte altre caratteristiche della civiltà europea, è un prodotto dell'XI e XII secolo, quando l'Europa nord-occidentale, che era rimasta a lungo una regione periferica, conquistò per la prima volta una centralità continentale. Tuttavia, dal blocco di materiali sociali, economici, istituzionali e intellettuali che l'eredità greco-romana fornì alla nascente Europa, gli uomini e le donne dell'XI e XII secolo presero quello che vollero per la loro intricata costruzione e scartarono il resto. La verità è che, quando essi non trovarono quello di cui avevano bisogno tra le reliquie del passato, inventarono forme nuove. L'edificazione di una civiltà richiese profondi cambiamenti nell'organizzazione economica e politica, producendo una trasformazione permanente nella divisione del lavoro, nelle relazioni sociali, nella distribuzione della ricchezza. Nel provocare e consolidare questi cambiamenti, un ruolo essenziale fu giocato dalla cultura delle città che fornì ai suoi abitanti la visione, l'unità e la coerenza di propositi necessari per produrre mutazioni così profonde e radicali da giustificare l'uso della parola rivoluzione. |
MOORE, R. I. La prima rivoluzione europea. 970-1215 Laterza pp. 398 - 24,79 €
ISBN 9788842063469 anno di pubblicazione 2001 |
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