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Giappone 2011

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Dal 20 al 29 agosto 2011 ha avuto luogo la terza campagna di indagine archeologica della Missione Archeologica Italiana in Giappone...

MISSIONE ATTIVA

..ad Ojika (prefettura di Nagasaki), in seno al progetto denominato “Il Kyūshū a partire da Ojika”, in collaborazione con l’A.R.I.U.A. (Asian Research Institute for Underwater Archaeology) e la Nippon Foundation.

Per l’Italia, la Missione è cofinanziata e patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri della
Repubblica Italiana e dalla Camera di Commercio di Napoli e ideata ed organizzata da
Archeologiattiva s.c.a r.l. in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana
e l’Università degli Studi di Bologna “Alma Mater Studiorum”.

 

Scarica la relazione della missione in Giappone 2011

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mappa-missione-2011Quest’anno il team italiano è stato composto dal Dr. Daniele Petrella (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” ed Amministratore Unico di Archeologiattiva s.c.a r.l.), direttore della missione, dal Sig. Samuele Carannante (Direttore Tecnico della Società di lavori subacquei Marine Sub s.a.s.), dal Dott. Daniele Orefice (Collaboratore della Marine Sub s.a.s.), dal Sig. Francesco Saggiomo (Direttore tecnico della società di indagini subacquee Idrosfera s.n.c.) e dal Dott. Paolo Pecci (membro del Nucleo Operativo di Archeologia Subacquea di Archeologiattiva s.c.a r.l.).


In seno al progetto di sviluppo turistico dell’isola di Ojika, fortemente voluto dalla sua Amministrazione e che gode del sostanziale apporto scientifico del Dr. Hayashida Kenzō (Presidente dello A.R.I.U.A.), le indagini del team italiano si sono focalizzate nel sito di Yamami,
posizionato a 100 m dalla costa più orientale dell’isola, nel canale che la divide, per circa 1,5 km, dall’isola di Nozaki, in cui si desidera realizzare un museo subacqueo con percorso per turisti sommozzatori e l’impianto di telecamere per la realizzazione delle visite virtuali del sito sommerso, su modello del Parco Sommerso di Baia (NA) e del sito di Cala Gadir a Pantelleria (TP) in Sicilia.


I fondali che caratterizzano suddetto canale, raggiungono la massima profondità di -31 m in maniera graduale, facendo si che a 250 m dalla costa la profondità sia ancora a -20 m e, nell’area del sito, a -10 m. Il principale problema riscontrato è che si trova in un tratto di mare in cui si incanala una corrente di 1 nodo e ½ soprattutto quando ci si avvicina al periodo del tifone che, ancora una volta, si affaccia a condizionare la storia del Giappone meridionale.

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