Archeologia Attiva has organized and is now managing the first archaeological expedition by an Occidental Country in Japan, in the long history of archaeological research.

Per il secondo anno consecutivo Archeologia Attiva partecipa alla prima missione italo-giapponese nei fondali dell’isola di Ojika per documentare il naufragio della flotta che avrebbe dovuto portare il mongolo Kubilai Khan a conquistare il Giappone. Nuovi reperti databili tra l’XI e il XIII secolo sono stati rinvenuti: ciotole cinesi, resti di cambusa, parti di navi e probabili zavorre individuate grazie alla partecipazione di due prestigiose aziende napoletane di alta specializzazione tecnologica: Teknomar (prospezioni e indagini geofisiche in acqua) e Westend (sistemi di comunicazione in mare, musei e tv). Parallelamente, si svolge anche una ricerca antropologica sulle comunità locali strettamente legate al mondo della pesca e dell’agricoltura.
MISSIONE ATTIVA

Dal 20 al 26 agosto 2009 si è svolta la prima campagna della Missione Archeologica Italiana in Giappone organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dall’Università di Bologna e da Archeologiattiva s.c.a r.l., diretta da Daniele Petrella e Sebastiano Tusa, in collaborazione con l’Asian Research Institute of Underwater Archaeology sotto la direzione di Hayashida Kenzō.
MISSIONE ATTIVA

La missione in Giappone, di cui abbiamo già parlato, relativa al ritrovamento della flotta mongola di Kubilay Khan, ha fornito nuove prove a supporto della teoria che vedrebbe come falso l’arrivo di Marco Polo in Cina.
MISSIONE DA ATTIVARE

Archeologia Attiva ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie dal governo indiano per scavare il sito di Pataliputra (l’odierna Patna – distretto del Bihar), antica capitale della dinastia Maurya di cui non si conosce la data di fondazione, ma che è nota almeno a partire dal IV secolo a. C.
MISSIONE IN VIA DI ATTIVAZIONE